LA MORTE DI CAROSELLO – CLAUDIO SORGI, “AVVENIRE”, 30/12/1976

Il 31 dicembre 1976 sarà ricordato come il giorno della morte del “Carosello”…
I suoi vent’anni sono stati una scuola a una gara di regia unica al mondo. Sono nate piccole storie nell’arco di qualche minuto e tutti i linguaggi sono stati utilizzati: dallo sceneggiato al disegno animato, al balletto, al mimo, al gioco plastico, alla conferenza stampa, alla musica lirica, al coretto di montagna per comunicare il “messaggio”…
A “Carosello” non c’era neanche una donna nuda! E’ vero, ma c’era la donna-oggetto e c’era tutto l’armamentario della banalità, dell’imbroglio, della mentalità consumistica, materialista, che proponeva modelli di comportamento, secondo una visione morale al cui centro non c’era l’uomo, ma il profitto e con una tecnica manipolatoria al culmine della raffinatezza.
I valori di “Carosello”: la ricchezza, il successo, il superfluo, l’invenzione dei bisogni, il conformismo, il sesso come merce, la bellezza come privilegio, la giovinezza come mito, l’efficienza. Il modello d’uomo presentato: di classe, piccolo-borghese, giovane, forte, sicuro, bello, furbo, profumato, tranquillo, mandrillo, dirigente, ricco, importante. Il modello di donna: giovane, bella, simpaticamente stupida, disponibile, casalinga, desiderabile, serena, senza problemi se non quello del bianco-finestra o di far felice l’uomo-padrone. L’unità della famiglia assicurata dal prodotto X, dal profumo Y e soprattutto dalla buona tavola.
Secondo “Carosello” la famiglia italiana era sempre urbana, aveva il problema della cera brillante, della seconda macchina, delle vacanze invernali. In “Carosello” non c’erano contadini, non c’erano vecchi, se non per fare i biscotti della nonna, non c’erano operai, non c’erano poveri, non c’erano problemi.
Hai per caso la pelle nera come Calimero? Ma per carità tu non hai la disgrazia di essere nero, sei solo sporco. E’ sempre meglio che essere neri no? Basta un buon detersivo, invece chi è proprio nero di pelle, be’! allora tutti se la prenderanno giustamente con lui. Ma poi non ti preoccupare: basta avere un po’ di soldi e potrai fare tutto. Cosa ti hanno detto, che ci sono anche altre cose? Problemi, guerre, valori importanti come l’amore, la coscienza, il dovere, la giustizia, Dio, l’anima? Sarà, ma è meglio non pensarci, vieni con me tutte le sere, ti chiedo solo un quarto d’ora, ma tutti i giorni e per vent’anni e fin dalla più tenera età. Sì, c’è anche la scuola, la chiesa, il telegiornale e qualche libro, ma che noia. E poi io ci sono tutti i giorni, loro no.
Qualcuno mi dice che “Carosello” rispunterà fuori, perché senza “Carosello” tanta gente ci perderebbe troppo. Ma mi piacerebbe metterci sopra una lapide con su scritto: “Qui giace Carosello, amato dagli ingenui e dai furbi, responsabile di lenti e continui misfatti, vissuto troppo a lungo. Non risorgerà”.

ClericettiAgosto1976

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