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Nel gennaio del 1957, per la prima volta nella storia della televisione italiana, un rullare di tamburi e uno squillare di trombe annunciò il primo numero di una rubrica che indubbiamente è tra le più fortunate della nostra TV: Carosello. La RAI aveva dato vita, nel 1955 ad una società, la SACIS, destinata appunto a controllare e sviluppare il settore della pubblicità commerciale alla televisione, ma le speranze dei dirigenti non erano molto rosee. Stabilirono che la società avrebbe chiesto 1 milione e 500 mila lire per ogni filmetto pubblicitario proiettato nel corso della rubrica Carosello e stettero ad aspettare. Ma le poco rosee previsioni dei dirigenti TV si dimostrarono del tutto infondate: in poco tempo decine e decine di ditte commerciali si presentarono in Via degli Scialoja 23, a Roma, dove ha sede la SACIS, per prenotare un posto in Carosello e la RAI, che all'inizio temeva di dover abbassare il prezzo di "inserzione", potè rapidamente portarlo a L. 2 milioni per filmetto. Il che significa 8 milioni al giorno, più gli incassi ottenuti grazie ai "figli" minori di Carosello, Tic-Tac e Gong. In questi anni decine di registi e di soggettisti si sono fatti le ossa nel campo della pubblicità televisiva e decine di attori hanno scoperto improvvisamente che un nuovo settore di attività e di guadagno si stava aprendo per loro. Ma agli inizi gli attori erano molto restii ad accettare di lavorare per la pubblicità: sembrava loro una cosa degradante, un "ripiego" che avrebbe potuto rovinare la loro reputazione presso il pubblico, invece avevano torto. Perche Carosello è uno spettacolo che piace al pubblico e che molti telespettatori seguono con costanza, precipitandosi fedelmente ogni sera davanti al televisore per assistere alle fugaci apparizioni pubblicitarie di questo e di quell'attore. E si divertono. Naturalmente, però, ci sono anche attori che non intendono svolgere attività pubblicitaria dopo aver raggiunto una certa "posizione". Eleonora Rossi Drago, detta la "signora" del cinema italiano, da quando le è stato assegnato il "nastro d'argento" come migliore attrice del nostro cinema si è rifiutata con ostinazione di prestarsi ad illustrare le qualità di qualche brillantina o sapone di bellezza. Così Manfredi e Sordi per un lungo periodo di tempo non parteciperanno più alla trasmissione. Si stanno proiettando in questi giorni degli shorts di Manfredi, ma sono gli ultimi. Fatto sta che i nostri amici, gli amici della "risata", hanno stipulato di recente un contratto con un grosso produttore italiano, e nel contratto sta scrìtto che non potranno più prestarsi a trasmissioni di pubblicità televisiva. -Alberto e i liquori- D'altra parte Alberto Sordi è sempre stato molto restìo a lavorare in tal genere di attività e lo ricordiamo soltanto in un simpatico spettacolino, dal titolo "Le canzoni di Alberto Sordi" che andò in onda per una ditta di liquori. La brevità degli shorts pubblicitari esige spesso l'impiego di attori già popolari, affinchè il telespettatore possa subito entrare nel gioco scenico. Naturalmente i comici hanno una "presa" più facile. Sono ormai diventati famosi Ugo Tognazzi che sembra venuto fuori da un disegno di Peynet, Renato Rascel con le sue tipiche canzoni e la battuta finale del doppio brodo, e infine Nino Manfredi che in pochi secondi, vive straordinarie avventure nei paesi esotici. Molti attori, però, si "sono fatti le ossa" proprio in "Carosello". Un particolare curioso: la trasmissione è la preferita del bambini che la seguono attentamente. Invece, con ogni probabilità, continueremo a vedere Paolo Panelli che non avendo stipulato un contratto con il "grosso produttore italiano" può ancora fare quello che vuole e, naturalmente, continuerà a ripetere in un'ennesima variazione il personaggio di Ercolino, per una nota ditta di formaggi. Vi chiederete: ma in base a quale criterio una ditta di formaggi sceglie per la propria pubblicità l'attore Panelli, invece dell'attore X o Y? Perchè è più bravo di X o di Y, dirà qualcuno. Certo, la bravura è un elemento importante, ma per la pubblicità non basta. Anche il fisico ha in questo genere di cose una grande importanza. Facciamo qualche esempio: Paolo Panelli è basso, grassottello, con la faccia un po' buffa e gli occhi buoni. In definitiva, se il buon Dio volesse dare ad un formaggino l'aspetto di uomo lo farebbe uguale a Paolo Panelli. In questo caso avviene cioè quella che i tecnici della pubblicità chiamano "identificazione del personaggio con il prodotto". Una identificazione molto importante, perché — dicono sempre quei tecnici — se al pubblico il personaggio riesce simpatico allora acquisterà il prodotto che rappresenta. Altrimenti non comprerà quel prodotto, ma ne acquisterà un altro. Il fatto, per esempio, che le serie di Ercolino siano state tante dimostra che l'ufficio studi della società inserzionista ha riscontrato che Panelli "fa vendere" molto formaggio. E così abbiamo avuto varie serie — ognuna composta sempre di un minimo di 20 shorts: "Ercolino e..."; "Ercolino e i grandi film", ecc. -La nascita di Agostino- Facciamo qualche altro esempio di identificazione. Ecco Alberto Semprini: pianista alto e magro, dall'aria corretta, sempre inappuntabile, elegantissimo... Proprio cosi: elegantissimo. Ed infatti Semprini — che presenta in genere "numeri" musicali da solo o insieme a "voci nuove"— fa la pubblicità di una ditta produttrice di vestiti confezionati. Ecco Carlo Dapporto, altro signore distinto, la cui caratteristica principale è quella di fare un grande sorriso con tutti i denti bene in mostra. Denti in mostra, uguale dunque a dentifricio. E Dapporto, infatti, fa la pubblicità per una casa di dentifrici in una fortunatissima serie, quella di "Agostino": "Agostino e gli antenati"; "Agostino e il manuale del conquistatore"; "Agostino e il manuale del seduttore"; "Agostino e l'operazione matrimonio"; "Agostino fotografo", ecc. Ecco Delia Scala, ad esempio, una soubrette tutto pepe, scintillante e piena di verve: che cosa può ricordare immediatamente? Per esempio lo spumeggiare dell'acqua effervescente. Ed infatti Delia Scala da anni fa la pubblicità per una società che produce cartine per acqua effervescente. Giovanna Ralli è bella, paffutella, ispira immediatamente una sensazione di salute ed è la persona più adatta a reclamizzare la mozzarella specie se la si presenta vestita da popolana, simpaticamente innamorata di un bel giovanotto. E potremmo continuare all'infinito. Vogliamo solo raccontarvi due episodi, abbastanza strani e divertenti. Uno riguarda Tino Scotti, il quale per molto tempo ha presentato in TV un tipo di cioccolatini purgativi. Da allora il povero "cavaliere" non ha fatto più vita perchè dovunque vada c'è sempre qualche spiritoso che gli chiede a bruciapelo: "come vanno gli intestini?" o cose del genere, abbastanza irripetibili. Senza considerare che, in seguito a questa situazione, Scotti ha dovuto continuare a reclamizzare quasi esclusivamente il purgante, essendo guardato con diffidenza da tutte le altre ditte fabbricanti di altri prodotti. Un incidente analogo è accaduto, a quanto si racconta, a Fausto Cigliano, ed in questo caso per un "errore di identificazione". Vi ricordate? Inizialmente il nostro faceva la pubblicità per un certo tipo di caffè. Ma Cigliano è un cantante confidenziale, le sue canzoni sono lente, sentimentali, sono ben lontane dall'irruenza dell'urlo. Che cosa è successo? Che il pubblico ha abbinato la canzone di Cigliano al caffè da lui presentato, concludendo che quello non era un caffè che dava vigore, ma produceva invece stanchezza e sonnolenza. Così la ditta inserzionista è stata costretta a modificare la serie dei suoi "caroselli" inserendo un cantante dinamite: ovverosia, Joe Sentieri. Ed in questi giorni abbiamo occasione di vedere sempre uno short, con un Cigliano addormentato e con un Sentieri spaccatutto, pieno di energia e di vitalità, perchè "usa bene il caffè tal dei tali". -Checchi e il trenino- Gli attori, come vi abbiamo detto, ed i cantanti fanno oggi a gara — a parte alcune eccezioni— per lavorare in Carosello ed i prezzi delle loro collaborazioni continuano a salire paurosamente. Un tempo quando ai "caroselli" partecipavano soltanto attori di modesta fama i compensi erano piuttosto bassi, addirittura 300 o 500 mila lire per realizzare 20 shorts, ma oggi quelle cifre sono nel mondo dei sogni. Giovanna Ralli, a quanto si dice, ha portato il compenso a 12 milioni per 20 "shorts", mentre Rossano Brazzi, avrebbe chiesto ben 36 milioni per realizzare un numero uguale di filmetti pubblicitari. La stessa cifra sarebbe stata chiesta a suo tempo anche da Consuelo Crespi, moglie di Rudy Crespi, una delle donne più in vista della nobiltà romana, la quale era stata invitata a dar vita ad una serie di "shorts" pubblicitari, come "esponente della moda italiana". D'altra parte la concorrenza delle ditte commerciali per accaparrarsi gli attori o i cantanti più amati dal pubblico fa sì che i prezzi da questi richiesti salgano in continuazione. Senza considerare certe esigenze pubblicitarie. Una società produttrice di saponette, ad esempio, ha un famoso slogan che dice: "nove stelle su dieci usano...". Ebbene questa società è costretta a pagare cifre iperboliche per accaparrarsi il maggior numero possibile di attrici ed impedire loro di fare pubblicità per altri saponi. Altrimenti quello slogan verrebbe smentito sonoramente. Ma spesso un attore partecipa a Carosello anche per sopperire a certe necessità immediate. Si racconta, ad esempio di Andrea Checchi che, trovatosi improvvisamente con una relativa disponibilità di liquido e invaghitosi di una macchina ferroviaria giapponese in miniatura — quella dei trenini è una sua grande passione — fece una intera serie di "caroselli", per mettere insieme la cifra, necessaria ad acquistare quel gioiello proveniente dal Sol Levante.
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